Leonora Carrington a Milano: le visioni artistiche di un’icona senza tempo

Leonora Carrington a Milano: le visioni artistiche di un’icona senza tempo

Palazzo Reale Milano accoglie la mostra “Leonora Carrington”, la prima retrospettiva italiana dedicata all’artista con oltre sessanta opere a testimonianza della sua vita e del suo percorso professionale. Carrington, vivendo in giro per il mondo, ha saputo coniugare visioni differenti attraverso una straordinaria produzione di opere che la conclamano come una delle donne più influenti degli ultimi tempi. La sua identità intellettuale è spiegata attraverso un percorso di dipinti, disegni, fotografie, video e materiali di archivio che esplorano l’arco della sua vicenda creativa cercando di restituirle l’importanza che merita all’interno della storia dell’arte, troppo spesso monopolizzata da artisti uomini.

Leonora Carrington, “Orplied”, 1955, olio su tela, 90 x 131 cm, Colección Banco Nacional De México © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

Leonora Carrington, “Orplied”, 1955, olio su tela, 90 x 131 cm, Colección Banco Nacional De México © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

Vicina al Surrealismo e alle sue dissonanze, la cui influenza è percettibile in gran parte delle sue opere, ciò che la rende diversa da qualsiasi suo contemporaneo è quella matrice rivoluzionaria e anticonformista che ritroviamo in ogni personaggio che popola lo spazio onirico delineato dalla cornice attraverso la rappresentazione di una visione in bilico tra incubo e sogno, popolata da strani personaggi, mezzi uomini e mezzi animali con particolari al limite dell’inquietante. L’opera di Leonora Carrington è poliedrica e mescola sogno, realtà, magia e politica. Mito e psicologia si alternano dando forma a una complessità multiforme che sfugge ad ogni categorizzazione. Non siamo in grado di dare una spiegazione razionale a quelle rappresentazioni, eppure l’accostamento discordante di elementi, oggetti, animali, umani e particolari rendono la sua produzione catartica. Il suo è un viaggio delirante, magnetico, introspettivo, in grado di trasportarci in un tempo zero dell’arte dove tutto è possibile e dove non ci deve essere necessariamente una spiegazione razionale a ciò che vediamo.

Leonora Carrington, “The Eléments”, 1946, olio su tavola, 35.6 × 99.8 cm, Rudman Trust Collection © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

Leonora Carrington, “The Eléments”, 1946, olio su tavola, 35.6 × 99.8 cm, Rudman Trust Collection © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

«Non intellettualizzare le mie opere, sprecheresti il tuo tempo, ma vedile attraverso le tue emozioni», affermava l’artista. La versatilità celebrata in questa mostra trova un dialogo attuale con le tematiche contemporanee legate a riflessioni su arte e conoscenza. Tra i temi essenziali esplorati troviamo il profondo legame che la lega all’Italia, tappa decisiva nella sua formazione, e soprattutto il tratto essenziale della Firenze dei primi anni Trenta, destinato a rimanere per sempre nel suo immaginario. Il corpo femminile e la psiche umana, le creature fantastiche, i simboli alchemici e le figure mitologiche diventano strumenti atti a indagare la condizione umana aprendoci a nuove possibilità di lettura.

Leonora Carrington, “Grandmother Moorhead’s Aromatic Kitchen”, 1974, olio su tela, 79 x 124 cm, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts - Ardmore, Oklahoma © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

Leonora Carrington, “Grandmother Moorhead’s Aromatic Kitchen”, 1974, olio su tela, 79 x 124 cm, The Charles B. Goddard Center for Visual and Performing Arts – Ardmore, Oklahoma © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025, ph. courtesy Palazzo Reale Milano

L’immaginazione fiabesca delle sue storie popolate da animali parlanti in cui l’assurdo e il quotidiano convivono senza una logica diventa il simbolo della ribellione e della critica atta a sovvertire i ruoli di genere e le gerarchie sociali. La magia, l’astrologia e i tarocchi sono strumenti atti a recuperare il potere femminile proibito da secoli. Nella sua visione, il matriarcato, la cucina e l’alchimia sono strumenti di trasformazione e misticismo creativo e spirituale. Infine, l’essere cosmopolita, apolide, donna sopravvissuta all’esilio mentale e la malattia sono aspetti imprescindibili della sua identità. Un discorso a parte merita il periodo in cui Leonora venne ricoverata in un ospedale psichiatrico a Santander, in Spagna, dove subì trattamenti disumani che avrebbe poi raccontato nel romanzo Down Below (1972), in cui il dolore del trauma viene convertito nella forza della creatività e della denuncia. Ricordiamo che Carrington è stata anche una grande scrittrice, introdotta sin dalla giovane età alla lettura di autori come James Stephens, Lewis Carroll, Beatrix Potter ed Edward Lear che la influenzeranno molto.

Leonora Carrington, “Sisters of the Moon, Fantasia”, 1933, colori ad acqua, grafite e inchiostro su carta, 25 x 18 cm, private Collection, ph courtesy Gallery Wendi Norris, San Francisco © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025

Leonora Carrington, “Sisters of the Moon, Fantasia”, 1933, colori ad acqua, grafite e inchiostro su carta, 25 x 18 cm, private Collection, ph courtesy Gallery Wendi Norris, San Francisco © Estate of Leonora Carrington, by SIAE 2025

I nuclei della mostra sono cinque, alcuni cronologici e altri tematici, ognuno legato a un momento cruciale della carriera di Leonora Carrington. Spicca la sezione La Sposa del vento, soprannome che lei stessa ricevette dal suo grande amore Max Ernst. Qui trovano posto le creazioni realizzate per quell’opera d’arte totale che fu la casa condivisa della coppia a Saint-Martin-d’Ardèche, nel sud della Francia. Una serie di documenti e foto ci trasportano indietro nel tempo rendendo questo percorso magico proprio come l’artista. Leonora Carrington, inoltre, è stata una pioniera del legame tra arte e ambiente, declinato in accezione femminile. La denuncia verso l’atteggiamento predatorio dell’uomo a favore di un’autonomia femminile è una tematica assolutamente centrale e importante. Il “femminismo della coscienza” consapevole e inclusivo di tutti i generi attraverso una visione del mondo armonica e legata ai principi dell’alchimia rendono la sua produzione non soltanto come una fuga dal passato, ma un atto di creazione e resilienza. Questa esposizione non celebra solo l’artista, ma anche la donna, la scrittrice, l’intellettuale e l’attivista offrendo al pubblico un approccio esoterico nel suo mondo. La libertà espressiva trova in questa donna una portavoce fondamentale per uno sviluppo dell’arte contemporanea che non può rimanere impassibile di fronte alla diversità.

Info:

Leonora Carrington
A cura di Tere Arcq e Carlos Martin
20/09/2025 – 11/01/2026
Palazzo Reale Milano
Piazza Duomo, 12 – Milano
.palazzorealemilano.it

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