Nel cuore di Chiaia, a Napoli, nasce EDICOLA480, un esperimento espositivo che ribalta la logica della mostra collettiva per concentrarsi sull’essenziale: un’opera sola, isolata nello spazio e nel tempo. Il progetto, ideato dal curatore Massimiliano Bastardo e sviluppato e prodotto dall’associazione 480 Site Specific, propone una modalità di fruizione alternativa al sovraccarico visivo della contemporaneità. La prima artista invitata è Sara Fenicia (Pisa, 1998), che fino al 20 ottobre 2025 esporrà “Leopardi II”, un dipinto in cui si intrecciano fascinazioni arcaiche e visioni intime della natura. Ogni trenta-quaranta giorni, un nuovo lavoro occuperà lo spazio espositivo in via San Pasquale 61a, dove un tempo sorgeva un’edicola storica del quartiere. Dietro questo format minimale ci sono Luca Piciocchi e Gabriella Pascale, coppia nella vita e nell’arte, che dal 1993 promuovono la ricerca contemporanea a Napoli, trasformando prima la propria abitazione in laboratorio culturale e dal 2023 con 480 Site Specific, spazio dedicato all’arte emergente e di ricerca da loro fondato. Abbiamo posto alcune domande a Massimiliano Bastardo, Luca Piciocchi e Gabriella Pascale per approfondire la genesi di EDICOLA480 e il senso di questa prima mostra.

Sara Fenicia, “Leopardi II”, 2025, tecnica mista su tela, 100 x 100 cm, 2025, installation view at Edicola480, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480, progetto realizzato da 480 Site Specific con la direzione artistica di Massimiliano Bastardo
Emanuela Zanon: Come è nata l’idea di concentrare l’attenzione su una sola opera per volta e cosa vi aspettate da questo formato espositivo così radicale?
Massimiliano Bastardo: L’idea di concentrare l’attenzione su una sola opera per volta nasce dal desiderio di restituire centralità al gesto artistico. Nel panorama dell’arte contemporanea non si tratta di una novità assoluta: in Italia e all’estero esistono esempi di mostre dedicate a un unico lavoro, ma è un formato ancora poco diffuso. Napoli, con la sua lunga storia artistica e la varietà di linguaggi che convivono in gallerie e musei, era il contesto ideale per accogliere un progetto di questo tipo: è la prima volta che una proposta così radicale si inserisce in modo organico nel suo tessuto culturale. Abbiamo guardato altri modelli, ma la principale fonte d’ispirazione è “Pièce Unique” di Lucio Amelio, che già alla fine degli anni Ottanta a Parigi metteva in scena l’opera singola come atto espositivo radicale, uno spazio di concentrazione e di relazione. Attraverso questo formato, ci aspettiamo di favorire una fruizione più intima e diretta, in cui ogni opera possa rivelare la propria complessità senza mediazioni, restituendo al pubblico un tempo di attenzione e di ascolto ormai raro.
La scelta di occupare uno spazio che era un’edicola storica del quartiere non sembra casuale: che significato ha per voi questo luogo e come si lega al progetto?
Luca Piciocchi: Lo scorso inverno Massimiliano ci propose il progetto di una vetrina fronte strada dove esporre opere di artisti emergenti, un’idea che ci ha convinto subito. Gabriella e io abbiamo poi voluto distaccarci dall’utilizzo di una semplice vetrina di un negozio preferendo rilanciare un’ex edicola storica in disuso, che molti anni fa vendeva a mezzanotte i quotidiani appena usciti, un luogo d’affezione per molti napoletani. Eravamo attratti da quest’idea anche perché l’aedicula nell’antica Roma era un piccolo tempio che conteneva un’immagine sacra; in particolare a Napoli durante l’illuminismo vennero costruite innumerevoli edicole votive che avevano anche lo scopo di illuminare i vicoli bui della città. Abbiamo voluto in qualche modo rilanciare la tradizione e la memoria storica collettiva attraverso una nuova idea di edicola, come tempietto dell’arte e piccola luce di bellezza.

Sara Fenicia, “Leopardi II”, 2025, tecnica mista su tela, 100 x 100 cm, 2025, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480, progetto realizzato da 480 Site Specific con la direzione artistica di Massimiliano Bastardo
Perché Sara Fenicia e “Leopardi II” per inaugurare EDICOLA480? Cosa ha guidato questa prima selezione?
Massimiliano Bastardo: Quando Luca e Gabriella mi hanno affidato la direzione artistica di EDICOLA480, la scelta di esporre arte emergente ha trovato terreno fertile per tutti noi. Oltre a un gusto estetico, ciò che ci interessa è la freschezza dell’artista, che non per forza significa età anagrafica o “tematica” del momento. Sara Fenicia non è solo l’esempio della nostra linea espositiva, che dalla pittura arriverà anche ad altre forme espressive, ma è la prima di una lunga serie (speriamo, ride, n.d.r.) di giovani artisti che hanno tanto da raccontare e sono in grado di farlo con un singolo lavoro artistico e “Leopardi II” ne è una conseguenza naturale. Inoltre, il fatto che l’artista sia una giovane donna non è un dettaglio secondario: nel mondo dell’arte contemporanea resta un dato tutt’altro che scontato, e tacerlo sarebbe ingiusto.
In un’epoca dominata dalla velocità e dal sovraccarico di immagini, come pensate che il pubblico possa rispondere a un invito alla “decelerazione dello sguardo”?
Massimiliano Bastardo: In questa domanda c’è già la risposta: viviamo in un’epoca di sovraccarico d’immagini. Nel mondo “online” consumiamo così tanto tempo nel guardare qualcosa sui nostri dispositivi che, se anche è di nostro interesse, scorriamo velocemente per averne sempre di più, come se volessimo assuefarci stando comodamente seduti a casa nostra. Nel mondo “offline”, il processo è quasi lo stesso perché consumiamo tempo nell’andare a cercare e guardare dal vivo ciò che è di nostro interesse, con la differenza che muoviamo il nostro corpo per assuefarci. Nel nostro mondo artistico, queste considerazioni restano immutate: vediamo opere e artisti sui social e vediamo più mostre nella stessa giornata. Il nostro progetto si trova su quella strada percorsa da persone, che si muovono con un cellulare in mano o di fretta per giungere alla prossima meta, come un luogo di pausa da tutta la frenesia. Come Luca e Gabriella hanno già detto, come un tempietto che illumina e chiama a sé con curiosità e bellezza. Disimparare a correre per imparare a soffermarsi nell’arte è un imperativo al giorno d’oggi. Può non coincidere con gusti estetici personali, ma l’opera è lì, immobile, senza altre distrazioni se non la cornice architettonica che la racchiude e il testo curatoriale che l’accompagna nella sua storia. Lo sguardo del pubblico può calmarsi e concentrarsi perché è solo a tu per tu con l’arte, gustarne i dettagli, collegarne esperienze personali o collettive, domandarsi cosa si nasconde oltre al visibile.

Sara Fenicia, “Leopardi II”, 2025, tecnica mista su tela, 100 x 100 cm, 2025, installation view at Edicola480, ph. Danilo Donzelli, courtesy Edicola480, progetto realizzato da 480 Site Specific con la direzione artistica di Massimiliano Bastardo
Quale modello di sostenibilità e valorizzazione dell’arte contemporanea proponete con i progetti 480 Site Specific ed EDICOLA480?
Gabriella Pascale: Durante gli incontri e le mostre che organizziamo a casa siamo riusciti ad avvicinare e a far conoscere l’arte contemporanea a molte persone non abituate a frequentare le gallerie e i musei. Ora con EDICOLA480, lo scopo è di rendere l’arte visibile al passante, a chi guarda le vetrine e vede qualcosa di diverso durante il suo cammino, oltre a scarpe e vestiti un oggetto d’arte che resterà per quaranta giorni a disposizione di chi ha occhi per guardare, voglia di fermarsi o ripassare. Questo è il nostro modello di valorizzazione dell’arte contemporanea, renderla fruibile, sostenibile e non distaccata. Offrire ad artisti giovani e non una visibilità non solo appannaggio di gallerie o musei, ma una visibilità fronte strada, immediata e allo stesso tempo dare la possibilità al quartiere di custodire un nuovo valore culturale e profondo.
Info:
L'articolo EDICOLA480: quando un’opera sola basta a cambiare lo sguardo proviene da Juliet Art Magazine.
