Con Niji hajimete arawaru: Appare il primo arcobaleno, lo spazio IE propone un confronto che si sottrae all’idea di dialogo come semplice accostamento. La mostra di Michelangelo Consani e Giovanni Ozzola si costruisce piuttosto come un campo di prossimità instabile, fatto di risonanze e disallineamenti, in cui le opere sembrano misurarsi con un tempo lento, quasi sospeso. L’immagine evocata dal calendario tradizionale giapponese – l’apparizione del primo arcobaleno – non allude a un evento spettacolare, ma a una soglia: un cambiamento minimo, percettibile solo a chi è disposto a sostare.

Michelangelo Consani / Giovanni Ozzola, “Niji hajimete arawaru: Appare il primo arcobaleno”, installation view at ieedificio57. Ph Erika Pellicci, courtesy the artists, Galleria Continua, ieedificio57 San Gimignano, ME Vannucci Pistoia
All’interno di questo orizzonte, le pratiche dei due artisti si incontrano senza mai sovrapporsi. Michelangelo Consani lavora da tempo su una scultura che non si afferma come forma autonoma, ma come presenza problematica, carica di ambiguità simbolica. Le sue opere sembrano trattenere una tensione interna, come se fossero sempre sul punto di mutare stato. La materia non è mai neutra: diventa veicolo di una riflessione silenziosa su fragilità, resistenza e trasformazione, evitando ogni enfasi narrativa. La scultura, nel suo lavoro, non rappresenta ma suggerisce, non dichiara ma espone una condizione. Il daino in bronzo presentato in mostra incarna questa sospensione: una presenza fragile solo in apparenza, che si muove in un equilibrio precario tra grazia e resistenza, tra immobilità e allerta. La figura animale non si offre come simbolo univoco, ma come corpo carico di una tensione latente, trattenuta, che sembra misurarsi costantemente con lo spazio che lo accoglie.

Michelangelo Consani / Giovanni Ozzola, “Niji hajimete arawaru: Appare il primo arcobaleno”, installation view at ieedificio57. Ph Erika Pellicci, courtesy the artists, Galleria Continua, ieedificio57 San Gimignano, ME Vannucci Pistoia
Giovanni Ozzola, al contrario, costruisce una ricerca che si muove lungo una dimensione più contemplativa, in cui il tempo e la luce assumono un ruolo centrale. La sua pratica, che attraversa fotografia, installazione e scultura, è guidata da un’attenzione costante alla percezione e all’esperienza del paesaggio come spazio mentale. Le forme che emergono in mostra non cercano un racconto lineare, ma invitano a una relazione intima con l’opera, fatta di lentezza e ascolto. Il gesto artistico si avvicina a una pratica meditativa, in cui l’immagine diventa luogo di concentrazione più che di rappresentazione. Le chiocciole in bronzo che abitano i ferri metallici non sono semplici metafore della lentezza, ma forme di adattamento: organismi autosufficienti che assorbono e trasformano l’artificiale, rendendo visibile un ciclo continuo di mutazione. La fusione in un’unica colata di organismo e struttura elimina ogni gerarchia tra naturale e artificiale, restituendo un’immagine di coesistenza necessaria.

Michelangelo Consani / Giovanni Ozzola, “Niji hajimete arawaru: Appare il primo arcobaleno”, installation view at ieedificio57. Ph Erika Pellicci, courtesy the artists, Galleria Continua, ieedificio57 San Gimignano, ME Vannucci Pistoia
Il dialogo tra Consani e Ozzola si gioca proprio in questa differenza di postura. Se da un lato la scultura di Consani insiste su una densità materica che trattiene memoria e tensione, dall’altro il lavoro di Ozzola apre a una dimensione più rarefatta, in cui l’opera sembra farsi tramite verso un altrove percettivo. Le opere convivono in una relazione fatta di attriti sottili: immobilità e movimento, peso e leggerezza, concentrazione e apertura. La mostra si sviluppa come un processo più che come un’esposizione conclusa. La scelta di dilatare il progetto nel tempo rafforza l’idea di un’esperienza che invita a rallentare e a tornare, lasciando che il senso emerga gradualmente. IE si conferma come uno spazio capace di accogliere pratiche differenti senza forzarne la convergenza. In Niji hajimete arawaru, ciò che resta non è una sintesi, ma la percezione di un cambiamento lieve, già in atto.
Info:
Michelangelo Consani / Giovanni Ozzola. Niji hajimete arawaru: Appare il primo arcobaleno
24/01/2026 – 04/09 2026
IEedificio57
Via di Berignano 57, San Gimignano (SI)
www.ieedificio57.org
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