Alina Pyatnova e Anthony-Noel Kelly: il ritratto ai margini della visibilità

Alina Pyatnova e Anthony-Noel Kelly: il ritratto ai margini della visibilità

Cosa accade al ritratto quando non riesce più a sostenere la propria immagine, quando essa si ritira prima di formarsi del tutto, o diventa così materialmente densa da non poter più essere vista come immagine? Questa domanda è al cuore di Between Silence and Surface. The Appearance of Skin, curata da Tetiana Bairaka all’Ukrainian Art House di Londra (18 maggio – 30 giugno 2026). Riunendo i lavori dell’artista ucraina Alina Pyatnova, nota come Limpika Lilac, e dell’artista britannico Anthony-Noel Kelly, la mostra esamina il ritratto ai limiti della visibilità, posizionando il medium come un sito di tensione tra iper-presenza e dissoluzione. Attraverso i loro distinti trattamenti della pelle, entrambi gli artisti affrontano il ritratto come una forma di resistenza alla mercificazione e alla saturata circolazione del volto umano nella cultura dell’immagine contemporanea. Bairaka, curatrice londinese ucraina la cui pratica si concentra su identità, resilienza e dialogo culturale, incornicia la mostra attraverso una lettura affascinante del ritratto come immagine instabile. Piuttosto che privilegiare mimesi e somiglianza, propone una riconsiderazione della ritrattistica capace di affrontare le complessità e le ambiguità della soggettività contemporanea. Il principale punto di forza della mostra risiede in questa ambizione concettuale.

Alina Pyatnova e Anthony-Noel Kelly: il ritratto ai margini della visibilità

Alina Pyatnova, “Porcelain Skin”, 2026, olio su tela, 50×50 cm, courtesy dell’artista

Il dialogo tra i lavori degli artisti è particolarmente efficace. Nella serie Shiny Dolls (2021) e SHE / Porcelain Flesh (2023) di Pyatnova, la figura umana emerge attraverso un trattamento della pittura e della superficie raffinato, iperrealista e luminescente. La sua tecnica in Porcelain Flesh trasforma la pelle in qualcosa che sposa carne e scultura, producendo ritratti che sono simultaneamente seducenti e inquietanti. In SHE / Porcelain Flesh, la pelle appare catturata in un momento di trasformazione, cristallizzandosi in una superficie lucida, simile a porcellana. La serie Ambassadors (2016-in corso) di Kelly occupa un territorio opposto. I suoi ritratti di leader religiosi e praticanti provenienti da diverse tradizioni di fede emergono attraverso gesti pittorici rigorosi, quasi impressionistici. Le figure fluttuano tra apparizione e piena realizzazione, la loro presenza inquietante mentre la pelle vibra. Insieme, gli artisti offrono risposte contrastanti alla condizione contemporanea dell’immagine. La prima affronta il ritratto attraverso materialità ed eccesso intensificati; l’altro attraverso la dissoluzione visiva. Il framework curatoriale di Bairaka identifica questa tensione con considerevole chiarezza, individuando in entrambe le pratiche una preoccupazione condivisa con i limiti della rappresentazione. La mostra suggerisce che il ritratto oggi è meno preoccupato dell’identità fissa che delle condizioni instabili sotto le quali l’identità diventa visibile. Eppure, la mostra espone anche le sfide della traduzione di un forte argomento curatoriale in forma spaziale. La relazione intellettuale tra le due pratiche è articolata in maniera persuasiva nel testo accompagnatorio e nel catalogo, ma non è sempre egualmente leggibile all’interno della mostra. Sebbene i lavori condividano un territorio concettuale, il dialogo tra loro si basa più sull’interpretazione che su una conversazione visiva.

Anthony-Noel Kelly, “Zorastrian”, dalla serie “Ambassadors”, 2016-in corso, olio su tavola preparata con gesso, 42 × 35 cm, courtesy dell’artista

Anthony-Noel Kelly, “Zorastrian”, dalla serie “Ambassadors”, 2016-in corso, olio su tavola preparata con gesso, 42 × 35 cm, courtesy dell’artista

La curatela richiede lo sviluppo di una particolare attenzione nel modo in cui i lavori sono esposti. L’allestimento supporta la traduzione efficace della dichiarazione curatoriale nello spazio, consentendo l’attivazione di dialoghi – sia formali sia concettuali – tra i lavori degli artisti. All’interno di Between Silence and Surface, la leggibilità delle opere è interrotta da distrazioni visive non necessarie. Si chiederebbe anche un approccio più rigoroso al posizionamento dei lavori. La costellazione di dipinti di Kelly, per esempio, sembra esigere più margini bianchi, princìpi di allineamento più severi, o una selezione ridotta, per permettere un respiro tanto necessario in una presentazione troppo densa. D’altra parte, un raggruppamento dei dipinti più piccoli di Pyatnova, intervallati da formati più grandi, avrebbe stimolato una dinamica visiva diversa e più efficace. Come mezzo per la presentazione dei lavori degli artisti, la mostra richiede un’installazione precisa e la creazione di punti di vista in cui le opere entrino in diversi dialoghi visivi le une con le altre. Nondimeno, Between Silence and Surface riesce a sollevare questioni importanti riguardo allo status del ritratto in un’era satura di immagini. In un momento in cui i volti circolano incessantemente attraverso le piattaforme digitali, Bairaka si rivolge alla pittura come mezzo per rallentare l’atto stesso del guardare. La mostra, alla fine, dimostra la forza di Bairaka come curatrice attenta alle implicazioni poetiche e politiche della cultura visuale. Il suo contributo più persuasivo risiede nel rivelare il ritratto come un campo sempre più instabile di negoziazione. Se l’articolazione spaziale della mostra non sempre corrisponde alla sofisticazione delle sue ambizioni concettuali, presenta nondimeno un esame riflessivo e tempestivo di come la visibilità – e per estensione l’identità – sia costruita, mediata e negoziata.

Info:

Alina Pyatnova e Anthony-Noel Kelly. Between Silence and Surface. The Appearance of Skin
18.05.2026 – 30.06.2026 49
A cura di Tetiana Bairaka
Ukrainian Art House
Linden Gardens, Londra W2 4HG
www.ukrainianarthouse.uk

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